Santi certosini

 

 

 

Sant’Ugo di Lincoln (1140 – 1200)

Francese d’origine, nacque ad Avalon vicino Grenoble in Borgogna, verso il 1140, rimasto orfano entrò in una casa degli Agostiniani dove fu professo. A 25 anni ormai già diacono, entrò come monaco nella vicina Grande Chartreuse e verso il 1175 ne divenne procuratore, con l’incarico dell’accoglienza degli ospiti e del controllo dei fratelli conversi.

Ebbe così l’opportunità di conoscere personalmente Pietro di Tarantasia, futuro papa Innocenzo V e il cavaliere di Maurienne, che lo fece conoscere al re Enrico II d'Inghilterra.

E quando nel 1178 re Enrico, in riparazione della morte di s. Tommaso di Canterbury, volle erigere vari monasteri e riedificandone altri, tra i quali la Certosa di Witham, chiamò dalla Grande Chartreuse vari monaci; ma la fondazione, per tanti aspetti negativi, sembrò fallire, allora venne inviato Ugo a prenderne il controllo nel 1179.

La comunità della Certosa riprese vigore, gli edifici furono ultimati e la reputazione di santità si sparse in tutta l’Inghilterra del Sud. Nel 1186 il re Enrico II volle Ugo come vescovo della grande diocesi di Lincoln, che si estendeva dall’Humber fino al Tamigi, il quale accettò solo per ubbidienza al suo priore di Chartreuse.

La sua opera come vescovo fu immensa, efficiente e coraggioso; ricostruì la cattedrale danneggiata dal terremoto, scelse canonici di valore a cui affidò gran parte del lavoro presso il popolo, disperso nel vasto territorio; riorganizzò le scuole di Lincoln, le quali in quell’epoca furono al secondo posto in Europa dopo quelle di Parigi.

Tenne sinodi, visite pastorali, viaggiò instancabilmente per amministrare i sacramenti ai tanti fedeli. Come giudice, carica che gli competeva, era famoso per la sua giustizia incorrotta; tre papi lo nominarono arbitro della Santa Sede in diversi casi dell’epoca, che vedevano anche vescovi inglesi in contesa fra loro.

Soccorse continuamente i lebbrosi, i bambini, gli oppressi, in particolare gli ebrei, per i quali rischiò anche la vita. Un mese all’anno si ritirava nel suo monastero di Witham e con grande sua felicità, viveva la normale vita di certosino, lavando anche i piatti, suo passatempo preferito; mantenne per tutta la vita la giurisdizione della certosa per decreto del Capitolo Generale.

Pur essendo diventato amico personale di tre re inglesi e di uno scozzese, era intransigente nel difendere la libertà della Chiesa contro il potere secolare. Nonostante alcune scomuniche a diversi ufficiali reali, Enrico II lo inviò come ambasciatore in Francia nel 1188 per concludere un trattato di pace.

Nel 1200, su richiesta di re Giovanni, Ugo sottoscrisse il trattato di Le Goulet e mentre soggiornava in Francia, visitò per l’ultima volta la Grande Chartreuse, Cluny e Citeaux.

Durante il suo rientro a Londra, si ammalò gravemente di dissenteria e cecità, morì nella sua casa di Londra la sera del 16 novembre 1200.

Il funerale fu di una solennità eccezionale nella città di Lincoln, i re di Scozia e d’Inghilterra vollero l’onore di portare la sua bara. Subito dopo la sua morte, gli fu tributato un grande culto e nel 1220 fu canonizzato, primo santo certosino ad essere formalmente dichiarato tale, onore però sollecitato dalla diocesi di Lincoln.

Il 6 ottobre 1280 il suo corpo fu traslato nel nuovo e bellissimo “coro degli Angeli” nella cattedrale di Lincoln. Ma nel 1887 la tomba in cui si credeva vi fosse il suo corpo fu trovata vuota, ad eccezione di alcune vesti episcopali.

Ugo di Lincoln, classificato “il più bel carattere sacerdotale conosciuto nella storia”, fu oggetto di raffigurazioni artistiche per tutti i secoli che hanno seguito la sua morte, in chiese, cattedrali, come pure in tutte le Certose d’Europa.

La sua celebrazione liturgica fin dal Medioevo è al 17 novembre.

Autore: Antonio Borrelli